La cicatrice post parto: giusto trattarla?

Parliamo di gentil sesso.

Da osteopata mi sono trovato,a volte , a casi in cui cercavo di risolvere delle problematiche su pazienti donne senza venirne a capo con dolori di vario genere e che in comune avevamo subito un intervento chirurgico dovuto ad un parto cesareo e con la presenza di una cicatrice di una certa entità.

 

Una donna mediamente nella sua vita per 450 volte con cadenza mensile entra in stato di indisposizione.

Uno stato che porta cambiamenti nell’umore e quando la fase pre- mestruale è dolorosa questi cambiamenti si amplificano ancora di più.
Ma non per tutte è uguale.
Per alcune donne, per anni ,sembra quasi non sentir nessun disturbo e magari ,dopo un parto ,le sensazioni cambiano soprattuto se si va incontro ad un intervento chirurgico di tipo cesareo.
Durante un taglio cesareo vengono incisi la cute e il sottocute vascolarizzato fino al derma.Si raggiunge poi la fascia muscolare sottostante che viene tagliata e allargata, vengono divaricati i muscoli retti addominali( ecco perché per qualche mese non ci si riesce più ad alzarsi con la forza dei muscoli addominali) e si incide l’utero per estrarre il neonato.Tutti questi strati vengono in seguito ricuciti e quindi la cicatrice che noi vediamo esternamente è la rappresentazione delle varie zone di cicatrizzazione dei tessuti sottostanti.
Le cicatrici dovute ad un infortunio o ad un’operazione per quanto risolutive sono un danno recato al corpo e ,a volte , prima che si rimarginano ci mettono mesi se non anni.
In natura, l’esterno protegge l’interno e così anche nel corpo questo ordine esiste: la pelle separa l’interno del corpo dal suo esterno. E così come lo separa, lo protegge: filtra e impedisce agli aggressori di penetrare ed evita la dispersione della nostra energia vitale. La bellezza della pelle sta nella capacita’ di separare e contemporaneamente creare l’apertura al contatto e alla comunicazione.
La pelle e’ il piu’ grande organo del corpo ed è il primo senso a svilupparsi nel feto. Tutta la dolcezza della relazione madre-feto si trova nella pelle. La pelle ha la stessa origine embrionaria del sistema nervoso centrale, dell’ipofisi, della ghiandola mammaria e delle surrenali.

Quando la pelle e’ toccata, noi siamo toccati nel nostro rivestimento, noi siamo feriti nella nostra dolcezza: ci sentiamo aggrediti.
“Tutte le cicatrici sono un’aggressione memorizzata dai tessuti”.

Quando la pelle e’ toccata, tutta la zona embrionaria e’ toccata:

• Sistema nervoso centrale

• Ipofisi: cambiamenti ormonali

• Ghiandola mammaria (allattamento)

• Ghiandole surrenali

Sotto la pelle, le fasce, sono quelle membrane che collegano tutte le parti, le strutture e gli organi tra loro. Se le fasce sono cicatrizzate, tutta la meccanica del corpo ne è informata e modificata. Se l’utero è ferito nella sua intimita’ si indurisce e crea una tensione meccanica e funzionale.

La cicatrice , quindi, altera l’ordine naturale. L’esterno non protegge piu’ l’interno. La cicatrice si forma fisicamente ma resta aperta energeticamente. La pelle non fa piu’ da barriera e diventiamo piu’ vulnerabili all’influenza esterna e alla perdita di energia.
A vista può sembrare che la cicatrice sia “morta” mentre nella zona sottocutanea rimane “viva” e crea delle aderenze.
Queste aderenze a lungo andare possono portare a delle disfunzioni e complicazioni.
Si tende comunemente a colpevolizzare la cicatrice orizzontale ( quella visibile) e a trattarla pensando di eliminare tutte le aderenze.

In realtà la cicatrice più invasiva è quella verticale che parte dall’ombelico e arriva in zona pubica.
Questa cicatrice a volte è visibile  e a volte è sottocutanea e non visibile all’occhio umano e si tende a darle meno importanza mentre è proprio quella che crea la maggior parte dei problemi e che dovrebbe essere trattata.