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Comunicazione efficace: continuiamo a parlarne.

Comunicare efficacemente è un arte? O un’atteggiamento che si può imparare?

La comunicazione non è ciò che diciamo,
bensì ciò che arriva agli altri.

(Thorsten Havener)

Eravamo arrivati allo shampoo che irride, tosto, dal lavandino, giusto?
E a chiederci come fosse possibile migliorare il nostro stile comunicativo. Direi, a questo punto, che sia più importante chiederci cosa significhi comunicare efficacemente
Comunicare efficacemente significa sapersi spiegare in ogni situazione con qualsiasi interlocutore, sia a livello verbale che non verbale. Facciamo un esempio per chiarirci anzi raccontiamoci una barzelletta che va sempre bene:

Ci troviamo in un eliporto. Una comunicazione arriva dalla torre di controllo: – Torre di controllo… torre di controllo a pilota: comunicateci vostra altezza e vostra posizione! – Un metro e ottanta e sono seduto…

D’accordo, è vecchia però è perfetta per introdurti a un concetto tanto paradossale quanto fondamentale e cioè: per imparare a comunicare efficacemente la prima cosa da fare è imparare ad ascoltare.

E’ ovvio che il pilota di elicottero darà le informazioni che la torre di controllo si aspetta, ma la barzelletta ci permette di sottolineare che per comunicare efficacemente è necessario centrare la conversazione sull’interlocutore. Sui suoi presupposti, dunque, sul suo livello culturale, sui suoi interessi, perché se ti centri sui tuoi finisci per essere l’unico in grado di capirti.

“E’ vero,” dirai tu, “a me non mi capisce mai nessuno.” Se centri la conversazione sull’interlocutore, ma solo se lo fai sul serio, ti sarà impossibile commettere gli errori più frequenti nella comunicazione. Se centri la conversazione sul tuo interlocutore anziché su di te, per esempio, non correrai mai il rischio di interromperlo, perché considererai il suo punto di vista importante almeno quanto il tuo.

E questo ti permetterà di ascoltarlo prima di parlare

Per essere sicuro che l’altro ti capisca devi prima sapere cosa ha in mente, e per scoprirlo devi innanzitutto ascoltare.

Comunicare efficacemente: per ascoltare bene non basta lavarsi bene le orecchie

Ascoltare bene significa voler capire, significa fare domande, e sforzarsi di comprendere le risposte dell’ interlocutore. Significa essere attenti al verbale come pure al non verbale di chi abbiamo di fronte per entrare in contatto con la sua realtà. Ascoltare bene significa entrare in sintonia con l’altro e questo esclude ogni possibilità di giudicare. Si ascolta per comprendere e conoscere, non per giudicare

Scoprirai, così, che l’ascolto è come un boomerang, chi si sente ascoltato, cioè, è più disposto, ad ascoltare.

Se gli altri ti parlano di sé, sforzati di  guardare il mondo dalla loro prospettiva. Questo significa che quando il tuo interlocutore ti racconterà, con il cuore in mano, di quanto si sente male da quando ha perso il portachiavi che gli aveva regalato la sua prima fidanzatina quindici anni fa, tu eviterai di pensare “Ma quanto è coglione questo!” sforzandoti piuttosto di capire come si sente. Meglio ancora, pensando a cosa dire per farlo sentire meglio.

Concentrati, dunque, sul positivo. Il segreto per comunicare efficacemente.

E’ facile? E’ difficile? Dipende. Certo non è un percorso banale.
Per esempio, se siamo convinti di saperne sempre più degli altri, dimenticarci di noi stessi sarà difficile. Se siamo condizionati dalla fretta di arrivare subito alle conclusioni ci baseremo troppo sui nostri pregiudizi e qualche volta, sicuramente, sbaglieremo.
Per inciso, non ho nulla contro i pregiudizi, sono come fanali che orientano nella complessità dell’esistenza. L’importante è non sostituirli alla vista. Concetto un po’ complesso, magari ne parliamo un’altra volta.
Se mi sento sempre coinvolto, se penso cioè che ciò che mi è stato comunicato dovrà essere risolto da me, mi dimenticherò di ascoltare e facilmente mi lascerò assalire da un inopportuno complesso di prestazione con conseguente prolusione di consigli risolutivi che il più delle volte non terranno conto, fino in fondo dell’altro.
Se ho sempre altro da fare.
Se ho paura delle emozioni troppo forti. Insomma l’elenco potrebbe continuare.
Ma alla fine ciò che ti viene chiesto non è complicato. E sei sulla strada giusta per comunicare efficacemente.

Fermati

E prova a dimenticarti di te stesso per affiancarti al tuo interlocutore in amicizia. Fallo come un esercizio, vuoi? Una specie di esperimento sociale. Orienta il corpo e lo sguardo verso chi ti sta parlando. Se provi qualche sentimento negativo non nasconderlo, accettalo, e prova a metterlo sullo sfondo. Attenua la categoricità dei tuoi giudizi per metterti nei panni dell’altro.
E a fine giornata guarda indietro e prova a rievocare un momento nel quale hai ascoltato.
Scoprirai che non è stata una semplice esercitazione. E’ stato bello.

Manuela Leonessa

Photo by Matthew Henry from Burst